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martedì, 16 giugno 2009

Le cinque fasi...

Un pomeriggio in una palestra di una scuola. Un posto qualsiasi in un momento qualsiasi di undici anni fa. Eppure in quel posto e in quel momento, il mio modo di vedere la vita e un certo tipo di persone è drasticamente, radicalmente cambiato. Ero un ragazzotto molto sfacciato e impulsivo, e tanto curioso di sapere e conoscere le cose. Ti ho chiesto della tua gamba, cosa aveva che non andasse... "è una protesi",mi dicesti sorridendo, "dall'anca in giù". Guardavo i tuoi occhi e il tuo splendido sorriso e ti ho detto "ma dai, non dire cavolate..." e sollevasti di poco la tuta scoprendo la caviglia. Non credevo ai miei occhi. Non per la gamba ma per il tuo sorriso. Ti ho detto "scusami... ti ho vista sorridere, pensavo che scherzassi...". Ero allibito... e  ti ho detto "ma come fai a sorridere di questa cosa?", e tu mi rispondesti con tutta la naturalezza del mondo "Eeh... ci sono cose peggiori nella vita...". In quell'istante eri diventata tutto per me, il mio punto di riferimento, qualcuno da cui imparare qualcosa della vita... e non ho piu smesso sai? Da quel giorno mi lego indissolubilmente a tutte le persone che quando incrociano la mia vita vedo in difficoltà. Ma c'è qualcosa che non va stella. Non riesco a dare abbastanza, o quello che cerco di dare non basta. Qualcuno mi ha detto che non devo farlo, che devo pensare a me stesso e devo fregarmene dei casini altrui reali o presunti, piccoli o grandi, non devono essere affar mio. Ma io non ci riesco. Penso sempre a quel momento di quel pomeriggio di fine novembre... "Quando hai dato tutto quello che riuscivi a dare fatti da parte..." e ancora "Non è più un tuo problema, non è il tuo compito, non lo è mai stato..." Ma io non posso dimenticare i suoi occhi e il suo sorriso, mentre mi diceva quelle parole. Ho conservato la famosa bottiglia di Granger de Felines e la custodisco gelosamente... è il cimelio di quella notte in albergo in cui ebbro di vino, riuscii a dirti tutto quello che pensavo di te, e tutto quello che mi avevi dato. Una bottiglia intera di vino solo per riuscire a dirti "grazie"... "Più amore  riesci a dare, più sorrisi riesci a regalare, e meglio è... è la cosa che ti riempie di più". Da allora in poi, mi sono sempre e solo legato a persone che sentivo che avevano bisogno di aiuto, di ascolto, di un abbraccio, di affetto, ho bisogno di stare vicino a un certo tipo di persone, devo essere utile, sento che è mio dovere dare tutto quello che posso. E poi mi affeziono, a volte mi sento così travolto da confondere affetto e amore, a volte la rabbia di non riuscire diventa frustrazione, diventano parole di odio, imprecazioni... Ma riuscire a dare quel sorriso, sentire che per qualcuno, anche solo per un istante sei stato importante, è una gioia inspiegabile.....


Grazie di tutto Lory...

postato da: DeadMouse alle ore 04:39 | link | commenti
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